Il manifesto


«I cieli di questo mondo sono fatti per i draghi. Certi bambini (...) guardano su nel cielo azzurro d’estate e aspettano qualcosa che non arriva mai.»                                                                                    
(Robin Hobb)

Tutti i bambini, in ogni tempo e in ogni luogo, sognano i draghi.
 Le mode cambiano come cambiano le stagioni, a ogni nuovo film si pubblicizza un eroe diverso, con nomi, abiti e poteri peculiari, eppure nei giochi dei bambini di questo nuovo millennio torna lo stesso drago che era stato messo a guardia del Vello d’Oro, il sinuoso dragone cinese o il “grande serpente” che terrorizzava i nativi americani.
Non c’è stata cultura, mai, in cui l’eroe non si sia scontrato con un drago. Sono mutate le usanze e le religioni e al posto del pagano Sigfrido sono arrivati i santi. Sono cambiate le paure e i draghi hanno iniziato a essere svegliati anche dagli esperimenti nucleari – con quale nome, se non “drago” può essere definito Godzilla? – Sono cambiate le armi per affrontarli, ma i draghi rimangono, imperanti, di fronte all’eroe.
Che sia un semplice hobbit, un santo armato di lancia o solo di fede, un guerriero invincibile o un ragazzino con una cicatrice a forma di saetta, l’eroe, in quanto tale, a un certo punto della storia, deve per forza affrontare il drago per assurgere al suo ruolo di campione. 
E al drago, nella stragrande maggioranza dei casi, non spetta che la morte. Tranne poche lodevoli eccezioni, ancora oggi la maggior parte delle storie prevede la sconfitta del drago. Che sia esso a guardia di un tesoro – che spesso detiene legalmente o gli è stato affidato – che stia controllando una principessa – a cui non ha nuociuto in alcun modo – o, peggio, che non abbia altra colpa che “seminare terrore” – per il semplice fatto di abitare la propria terra – il drago viene affrontato con le armi e ucciso.
Bisogna ricordare, però, che i draghi sono animali dalla vita molto lunga e come altre creature simili – basti pensare, anche se il paragone è considerato inammissibile dai draghi stessi, alle balene o agli elefanti – hanno un bassissimo tasso di riproduzione. L’uccisione indiscriminata di draghi, che non è mai stata regolata da alcuna legge, ha nei secoli minato la popolazione draconica in modo irreparabile, a detta di alcuni esperti. Se non si presta attenzione, il terzo millennio potrebbe essere l’ultimo dei draghi, che soffrono, oltre che per la caccia, per il ridimensionamento costante del loro habitat.
 E senza draghi non ci possono essere eroi. Quello verso cui ci dirigiamo è un mondo desolato, senza sfide degne di essere affrontate, dove i bambini levano sguardo verso il cielo e sentono la mancanza di qualcosa a cui non sanno neppure dare un nome.

Per questo intendiamo costituire, nella data del 23 aprile, la Giornata Nazionale del Drago.
Il 23 aprile è la festa di san Giorgio, che senza un drago non sarebbe certo diventato famoso e probabilmente neanche santo.
Il 23 aprile è anche la giornata dei libri, unico habitat incontaminato nel quale è ancora comune osservare dei draghi in libertà.

Se è vero che
Nessuno può spiegare un drago  (U.K. Le Guin)
è bene ricordare che ciò che non si può spiegare va tutelato, protetto, indagato, non certo distrutto.

10 commenti:

  1. "Senza draghi non ci possono eroi": grazie ai draghi che fanno emergere le nostre potenzialità di lotta!

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  2. Nei draghi c'è molto più della sfida, c'è il potere, della natura e degli elementi e di cose ancora più antiche che non ricordiamo. Nei draghi c'è la perfezione, la creatura il cui corpo è fatto per camminare sulla terra, volare e vivere in acqua. Ci sono le potenze interiori, le cose che abbiamo dentro e che sappiamo essere grandi e bellissime ma che non sappiamo che forma abbiano: i draghi sono quella forma.
    Infine, come ha detto Guillermo Del Toro, "il drago è il santo patrono dei cantastorie e degli artisti".

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    1. Grazie, hai scritto cose che il mio cuore sente.

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  3. nei draghi c'è il mondo interiore indomabile ed eroico. Ma anche il sentiero della compassione del guerriero. Lo splendore della creazione .Grazie

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  4. Fino quando esisterà un bambino esisteranno anche i draghi,sono la manifestazione della creazione totale. Grazie

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  5. Grazie per la vostra passione. Molto bello vedere quantoi amate i draghi!

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  6. Wow. Ho scoperto adesso questo blog e io sono un'amante dei draghi al punto d'avere scritto un libro con un drago come protagonista! In questo caso, lui è un eroe *-*

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    1. Contiamo sulla tua partecipazione per l'edizione 2015, allora!

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  7. Salve io ho un van (Furgone americano)x chi non sa cos'è ed è completamente dedicato a queste creature meravigliose , in qualche modo mi piacerebbe partecipare all'evento , è possibile ? potete vedere le foto di questo sulla mia pagina FB la china carlo

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    1. Davanti e dietro il palazzo municipale ci sono dei posteggi dove potresti lasciarlo, rendendolo visibile. Ti chiederei di contattarci su Facebook cercando l'evento "Una giornata da draghi" in modo da poterti dare informazioni più precise e concordare la cosa.

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